GEO vs SEO
Cosa cambia quando risponde l’AI?
Nel panorama web attuale, la risposta alla ricerca di un utente non è più solo quella offerta dai risultati Google, ma è anche quella generata dall’AI (con l’AI overview o direttamente nella chat di una GenAI). Quando risponde l’AI cambia il metro di selezione dei contenuti da cui attinge. Rispetto a Google, l’AI sceglie di riportare fonti web che dimostrano una topical authority sull’argomento, non semplicemente pagine web ben ottimizzate per una data keyword e predilige testi che sviluppano il discorso già in forma di risposte ad un probabile dialogo con l’utente. In questo senso, se per produrre contenuti SEO oriented conta più l’inserimento ripetuto delle keyword o, per esempio, di backlink, per fare contenuti GEO oriented contano di più la struttura del testo e la forma del discorso.
Quanta importanza ha l’AI nell’indicizzazione di un contenuto web? Cosa si intende per GEO?
Nella quotidiana attività di ricerca di informazioni di qualsiasi tipo in Google ognuno di noi si è reso conto di quanto sia ricorrente e in primo piano la risposta fornita dall’AI, con le cosiddette AI overviews. Allo stesso tempo risulta indiscussa la progressiva avanzata nell’utilizzo abituale di LLM come ChatGPT, Claude, Gemini e altri per chiedere supporto e assistenza sulle questioni più svariate. Ma, per farsi un’idea più informata, i dati raccolti dalla ricerca di SparkToro tramite il pannello Clickstream di Similarweb parlano chiaro su quanta importanza ha l’AI nell’indicizzazione web: nel primo quadrimestre 2026 il 68% delle ricerche su Google si sono concluse senza un secondo click. L’AI ha acquisito dunque una rilevante importanza nell’indicizzazione web perché fornisce in un buon numero di casi risposte soddisfacenti ed esaustive alle query di ricerca, attingendo lei stessa dalle fonti web che il suo algoritmo considera più valide.
Nel marketing per il web nasce allora un nuovo approccio orientativo per ottimizzare al meglio i propri contenuti per l’AI: la GEO. Come acronimo di “generative engine optimization”, per GEO si intende l’insieme di strategie e azioni applicate a dei contenuti web, affinché vengano intercettati, selezionati e citati dai sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale. In poche parole la GEO non è altro che la SEO per l’AI.
La differenza tra SEO e GEO è allora il soggetto verso cui sono rivolte: la SEO è finalizzata a soddisfare l’algoritmo di Google, mentre la GEO quello che regola l’AI. Da ciò ne derivano le differenze nelle regole di buona esecuzione.
Cosa serve sapere per creare contenuti GEO oriented? In che cosa si differenziano rispetto a quelli SEO oriented?
In generale per creare contenuti GEO oriented bisogna rendersi riconoscibili come “esperti, competenti, autorevoli e afffidabili sull’argomento trattato” (secondo la famosa sigla inglese E-E-A-T) e sviluppare una struttura dei contenuti e un procedere del discorso quanto più funzionale a una forma di dialogo con l’utente, inquadrando i progressivi livelli di approfondimento.
Il primo passo che deve allora compiere un’azienda per avere buone possibilità di farsi citare da ChatGPt (e simili) o dall’AI Mode di Google con il proprio spazio online è costruirsi una buona “topical authority”. Con questo termine si intende il livello di conoscenza ed expertise che un sito dimostra su uno specifico tema, che l’AI valuta sulla quantità di pagine che sviscerano quel dato argomento. In sintesi, se l’AI deve rispondere a “Quali sono i migliori modelli di bici da corsa” pescherà le informazioni da un sito che presenta 30 articoli sulle bici da corsa, piuttosto che solo 3, per quanto ottimizzate sul lato keyword. Poi, contano anche qualità e aggiornamento chiaramente: il numero di pagine ci dev’essere, ma con contenuti anche recenti e che presentano informazioni diversificate tra loro.
Per quanto riguarda, invece, la struttura dei contenuti e la forma del testo: quali aspetti valgono di più?
- Gerarchia logica dei contenuti
L’AI premia un ordine di esposizione dei concetti quanto più sensato possibile in ottica di approfondimento sull’argomento. È fondamentale sviluppare la pagina tematica o l’articolo di blog d’azienda, riportando in cima la risposta e le informazioni circa la domanda principale, per poi aggiungere mano a mano contenuti che rispondono a domande sempre più approfondite o laterali. - Inclusione di domande più risposte dirette e funzionali
Se il discorso scritto nella pagina web procede con un “atteggiamento” simile al possibile dialogo che intavola l’utente con l’AI, dà all’AI un motivo in più per selezionarlo, perché risulta già “pronto per l’uso”. Nel caso di un articolo sui migliori modelli di bici da corsa, è bene riportare la domanda “Quali sono i migliori modelli di bici da corsa” nel titolo stesso dell’articolo e introdurre il discorso subito come una risposta a questa domanda, con: “Se stai cercando una bici da corsa davvero performante esistono dei modelli che si distinguono per…” e così via per le informazioni successive. - Un occhiello di sintesi, elenchi puntati, tabelle
L’utilizzo di questi elementi va incontro al tipico modo di esprimersi degli LLM, come ChatGPT. Il testo viene più facilmente letto dall’AI, che non deve neanche ritoccarlo troppo per convertirlo nel suo modello linguistico. - Citazioni autorevoli ed esempi concreti
Riportare nel testo citazioni di personalità sull’argomento o fare esempi reali a sostegno del proprio discorso è una mossa vincente per farsi notare dall’AI, che propone a sua volta questo tipo di approccio.
Detto questo, in poche parole, cosa cambia tra contenuti per la SEO e contenuti per la GEO?
SEO |
GEO |
|---|---|
Intercettano singole keyword e intenti di ricerca. |
Costruiscono una copertura approfondita del tema (topical authority). |
Ottimizzati per parole chiave. |
Strutturati per rispondere a domande specifiche. |
Sostenuti da elementi più tecnici, come dati strutturati, backlink, gerarchia dei titoli HTML. |
Sostenuti da una struttura del testo e del discorso che ricalca lo stile tipico dell’espressione AI. |
Come si misura la visibilità nelle risposte AI? Come capire se l’attività GEO sta funzionando?
Per misurare la visibilità dei propri contenuti nelle risposte AI non esistono strumenti mirati di raccolta e analisi di dati, come lo sono Google Search Console e Google Analytics. Quello che si può fare ad oggi è piuttosto attivare un processo di azioni manuali che includono test, osservazioni e ragionamenti all’interno dei vari spazi di dialogo AI e con una frequenza constante e continuativa. E da qui, per capire se una strategia GEO sta funzionando, è importante monitorare alcune metriche specifiche:
- Menzioni del brand sul tema
Per scoprirlo, si possono individuare le domande più popolari del proprio target clienti e verificare periodicamente se e come il brand compare nelle risposte dell’AI. - Numero di citazioni e link al sito
Oltre alla menzione sul tema, è importante verificare se l’AI rimanda direttamente alle pagine del sito aziendale e quali contenuti riporta per articolare le proprie risposte. - Presenza rispetto ai concorrenti
Quando un utente chiede all’AI di consigliare un prodotto, un servizio o un fornitore del tuo settore, è utile scoprire quali aziende vengono nominate e se è inclusa anche la propria. - Traffico proveniente dalle piattaforme AI
Con Google Analitics 4 si possono intercettare con buona veridicità le visite al sito che provengono da alcune piattaforme AI. - Qualità e correttezza delle informazioni riportate
È importante verificare infine se l’AI descrive correttamente l’azienda, i servizi, i punti di forza, evitando informazioni scorrette o datate.
La GEO sostituirà la SEO?
No, non ci sono oggi elementi sufficienti per dichiarare che la GEO sia destinata a sostituire la SEO del tutto o quasi. Anzi, i dati statistici più autorevoli e aggiornati sul comportamento digitale attuale dimostrano come più dell’80% degli utenti continui a preferire Google come strumento di ricerca, al posto dei contesti di LLMS (la proporzione che si può prendere a riferimento è: se ChatGPT gestisce 1 miliardo di ricerche al giorno, Google ne elabora più di 8,5 miliardi).
Tuttavia non si può negare che ci sia un’importante evoluzione e ampliamento delle modalità con cui le persone cercano informazioni e arrivano a conoscere aziende, prodotti e servizi. E che, in questo, l’AI giochi un ruolo di un certo peso e in progressiva crescita, dando così alle aziende nuove opportunità per giocarsi una buona visibilità.
Non si tratta dunque di passare in maniera radicale da SEO a GEO, ma piuttosto domandarsi: come si integrano GEO e SEO in una strategia unica ed efficace per l’azienda?
Per farlo, se da un lato è essenziale consolidare le basi della SEO (un sito tecnicamente accessibile, pagine correttamente indicizzabili, una struttura di navigazione chiara, link interni coerenti e una buona esperienza di navigazione), dall’altro è opportuno rendere i contenuti web più completi, comprensibili e facilmente utilizzabili per rispondere alle domande degli utenti e dunque incontrare il favore dell’AI. Il punto centrale è che non basta produrre molti contenuti o ripetere le stesse parole chiave in ogni pagina, ma serve una copertura tematica approfondita e in continui aggiornamento, con informazioni originali e di valore, organizzate in modo da rispondere alle reali esigenze delle persone.
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